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Il Silat è un’arte marziale diffusa nei paesi del sud-est asiatico, specialmente in Indonesia e
Malesia. Essa è caratterizzata da movimenti estremamente fluidi ed avvolgenti e da tecniche
devastanti. Uno di più famosi maestri di Karate, Masatoshi Nakajama, dopo aver assistito ad
una dimostrazione di Silat la definì “l'arte marziale più micidiale che avesse mai visto”.
Il Silat prevede, come altri sistemi di autodifesa, tecniche di pugno, calcio, gomito e ginocchia,
ma quello che caratterizza maggiormente questo tipo di combattimento è l'uso di tecniche di rottura
articolari ad impatto (non per trazione o compressione, statiche, come in altre arti come ju-jitsu
o judo). Nel Silat si assumono spesso posizioni di guardia apparentemente contorte che, una volta
diventate abituali, permettono l'esecuzione di colpi rapidi e potenti. L’insegnamento prevede anche
lo studio di armi da taglio (specie del karambit, il tipico coltello a forma di falce usato
soprattutto su linee basse per tagliare i tendini degli arti inferiori, rendendo l'avversario
inoffensivo). Diverse tecniche sono state prese in considerazione da molti esperti di sistemi di
combattimento moderni e di difesa personale. Il Silat viene spesso appreso insieme Kali filippino
(anche nel nostro club).
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